Il cinema neorealista italiano. Storia economica, politica e culturale

Laterza

9788842089452

C'è stato un periodo in cui il tempo del cinema mondiale si è fermato e si è sintonizzato con quello del meridiano che passava per "Roma città aperta", "Paisà" e "Sciuscià". Grazie a un ridotto numero di pellicole racchiuso nelle dita di una mano, di colpo il cinema italiano diventa da un lato potenza espressiva e forza trainante capace di modificare i modelli e i sistemi di riferimento di quello internazionale, dall'altro il più autorevole rappresentante politico e diplomatico della nuova Italia repubblicana. Ben lo dimostra il fatto che i grandi film prodotti in questa fase, simbolo - a dispetto dell'azzeramento delle strutture e dei tentativi dell'industria americana di boicottare Cinecittà - della volontà di ricostruzione e rinascita del paese, siano diventati col tempo luogo privilegiato di studio della memoria dell'identità nazionale e della storia collettiva. Il cinema neorealista, nonostante sembri avere esaurito il proprio acme espressivo già alla fine degli anni Quaranta, assolverà lungamente, in Italia e all'estero, le funzioni di modello produttivo e insieme di guida morale. Non è un caso che per quasi cinquant'anni, ieri come oggi, tutti i grandi registi delle generazioni successive, da Godard e Truffaut a Rocha e Wenders, dai fratelli Taviani a Bertolucci, a Coppola, Scorsese, abbiano riconosciuto il loro debito nei confronti di Rossellini e Zavattini-De Sica.

  • Autore: Gian Piero Brunetta
  • Formato: Brossura, 14 x 21 cm
  • Pagine: 463
  • Editore: Laterza
  • Collana: I Robinson. Letture
  • Anno: 2009

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